
La mattina dopo, il Re Kyrion si svegliò appagato e soddisfatto, ma con una punta di amarezza o forse rimpianto nella mente. Quando cercò di capire che cosa fosse a turbarlo, i suoi pensieri si ingarbugliarono come un gomitolo con cui ha giocato un gatto pestifero: allora decise che era meglio riflettere dopo colazione. Dopo una lauta colazione, ovviamente: Kyrion era abituato a mangiare burro e pane fresco, dolci torte di fragole e mirtilli ricoperte da miele selvatico e ogni sorta di golosità. Il tutto innaffiato da una buona caraffa di idromele e accompagnato da qualche sonoro rutto.
Pregustando i cibi prelibati, il sovrano buttò da un lato le coperte e si alzò sbadigliando, in pigiama e berretto da notte. Dopo una grattatina alla barba si infilò la vestaglia e le pantofole, sbadigliò ancora una volta e poi suonò la campanella dorata di fianco al letto. Un servo sarebbe dovuto accorrere immediatamente, ma non arrivò nessuno: dopo aver aspettato più di cinque minuti, battendo il piede impazientemente, il Re scese le scale che conducevano al salone con un incedere infastidito.
E qui lo aspettava la sorpresa: non solo non c'era l'ombra di un cortigiano o di una serva, ma il tavolo, sul quale era sempre imbandita la colazione abbondante e da leccarsi i baffi, era desolatamente vuoto. Un topolino sbucò da sotto il trono, e appena vide Kyrion corse a rifugiarsi nella sua tana con uno squittio allarmato. Ma il Re era rimasto a bocca aperta e non si accorse neppure della bestiola. Senza parole, barcollò fino al trono e ci si lasciò cadere sopra, cercando di trovare il bandolo della matassa dei suoi pensieri per dare un senso a tutto questo.
A quel punto la vide, rannicchiata in un angolo con gli occhioni blu enormi che lo fissavano e un'espressione imperscrutabile. Cercando di essere dolce, con il sangue che gli ribolliva nelle vene, la chiamò: "Vieni qui, bambina, e raccontami quello che è successo nel mio castello. Perché è deserto? Dov'è la mia colazione, dove sono i miei servi?"

La piccola si avvicinò timorosa al trono: doveva avere poco più di 4 anni e portava i capelli biondi lunghi e scarmigliati, nascosti sotto ad un cappuccio. Quando arrivò a un paio di metri da Kyrion, la sua vocetta timorosa si levò fino a lui: "Sono tutti scappati perché non c'è più il cuoco, e nessuno sa cucinare bene quanto piace a te. Il mio papà mi ha detto che non voleva finire con la testa staccata dal corpo, e come lui tutti gli altri, a tu sai essere cattivo..."
Il Sovrano, tanto scioccato dalla notizia della fuga del personale, non badò neppure al fatto che la bimba gli avesse dato del tu. Dopo aver riflettuto un attimo, trovò la soluzione al suo problema. "Piccola, vai dal tuo papà e digli che può ritornare insieme a tutti i servi del castello. Prometto che non farò loro del male: ma dovranno cercare in tutto il reame un cuoco che sappia soddisfare il mio palato e il mio stomaco. E se non sarà all'altezza la sua fine è già segnata, e bisognerà cercare qualcun altro. Ora vai, bambina, e torna con la mia corte e con un cuoco degno di questo nome."
[Immagine Alba e Immagine Bambina]